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Siria, il Qatar si schiera: "E' guerra di sterminio"

Anche il Qatar, per voce del primo ministro e capo della diplomazia, Hamad bin Jassem Al-Thani, è intervenuto sulla guerra in Siria. Dopo che l'inviato dell'Onu, Lakdhar Brahimi, aveva parlato di situazione "estremamente pericolosa" per il Paese, dove ormai si è alla guerra civile, Hamad bin Jassem Al-Thani ha affermato ai microfoni di Al-Jazeera: "Non è una guerra civile, ma una guerra di sterminio contro il popolo siriano", con la complicità della comunità internazionale. E' una guerra "con licenza di uccidere, in primo luogo del governo siriano, ma in secondo luogo della comunita' internazionale'', per l'atteggiamento di alcuni paesi del Consiglio di Sicurezza.

Brahimi aveva avvertito pochi giorni fa che: "La crisi in Siria è estremamente pericolosa, la situzione è difficile e sta peggiorando". mentre parlava alla platea di una conferenza stampa a Mosca, congiunta col ministro degli esteri russo, Serghiei Lavrov. "La comunità internzionale deve riunirsi e contribuire a trovare una via d'uscita dalla crisi".

Nel frattempo a livello internazionale è stato lanciato un appello per la tutela del patrimonio culturale siriano. Gli antichi siti di Aleppo, Damasco, Bosra, Palmira, Hisn al Akrad e Qal'at Salah El-Din, e di un gruppo di antichi villaggi della Siria settentrionale sono arischio distruzione. Un gruppodi intellettuali ha rivolto l'appello al governo della Repubblica siriana, a tutte le parti in conflitto, ai governi dei Paesi occidentali e orientali, all'Unione europea, alle Nazioni Unite, all'Unesco, alle istituzioni e organizzazioni internazionali.

Tra i primi firmatari dell'appello, diffuso in Italia da "Salvaimonasteri", figurano il filosofo Massimo Cacciari e il vescovo ausiliare di Gerusalemme William Shomali.

Nel comunicato si legge, tra l'altro: "Unendoci alla grande sofferenza del popolo siriano e confidando nell'urgente pacificazione della Siria, chiediamo che sia immediatamente ristabilita la tutela del patrimonio culturale del paese che sta subendo danni ingentissimi. In special modo, ci appelliamo perchè sia garantita la salvaguardia della Cittadella, del centro storico e di tutti i monumenti ed edifici appartenenti a tutte le diverse confessioni religiose nella città di Aleppo".

Pubblicato il 30 Ottobre 2012

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